Serie C/B: Rimini, ore decisive

Valutazioni in corso per Di Salvo con possibile cessione o rilancio della società.

CAMPOBASSO. Giornata di svolta in casa Rimini. La presidente Di Salvo è chiamata al delicato compito di salvaguardia della categoria e del calcio futuro in cittá. Prendere o lasciare è questo il dilemma mentre in città scatta la contestazione.

DAL CAMPO. Oggi il Rimini presenta una rosa di giocatori piuttosto ristretta con alcuni in uscita e altri in stand by in attesa di conoscere il proprio destino. Il primo a salutare sará il portiere Colombi (foto Rimini Calcio), elemento esperto, divenuto un idolo per la tifoseria con 34 candeline spente lo scorso primo luglio. Destinazione Entella.

LA SITUAZIONE. In questo momento constatate le note difficoltà societarie, dopo avvenute ricerche e ore di lavoro, dalla giornata di Giovedì siamo a conoscenza di una trattativa intrapresa con imprenditori del Nord Italia con scambio di documentazioni già avvenuta. In questo momento, sul tavolo, è stata presentata un’offerta importante pronta a risanare parzialmente il debito gestionale accumulato in questi anni. Il nodo cruciale della trattativa è proprio questo. L’impegno della Di Salvo nel mondo Rimini come sponsor principale a coprire il restante debito, rimanere mantenendo l’impegno mediante una semplice sponsorizzazione o decidere di proseguire rivedendo il personale di fiducia visto il saluto di Geria e Sanapo? Proseguire da sola questa avventura sarebbe pura follia. È vero che la situazione conti potrebbe essere presto ripristinata ma il legame con la città si è spezzato basti notare le tante critiche ricevute dagli appassionati, gli stessi pronti a scendere in piazza a manifestare il loro dissenso. In questi casi, se il miglioramento di una posizione in classifica (dato precedentemente come obiettivo stagionale) veniva apparentemente accettato non senza rumori, ora l’unica strada del perdono si chiamerebbe Serie B. In caso contrario, nonostante l’impegno per la Gaiofana (tra l’altro la società è stata chiamata a rapporto il prossimo Venerdì) la Di Salvo pur ripristinando la situazione (salvando squadra e categoria) si troverebbe a gestire un ambiente colpito da Alessitimia. Sostanzialmente il giocattolo si è rotto. Vale la pena rimanere in sella? L’orgoglio, la precisione, l’intento a un certo punto devono essere messi da parte. Valutare il bene del Rimini consegnandolo ad altre mani non deve rappresentare una sconfitta ma un intoppo nel cammino che ha influenzato notevolmente un percorso sano di cui tutti o quasi eravamo innamorati. Una coppa vinta non deve essere dimenticata ma se quel risultato era stato meritevole di elogi e copertine nazionali rappresentando un motivo d’orgoglio per la città, oggi lo stesso scatto fotografico diviene un quadro bruttissimo esposto nel museo nazionale delle pessime figure con gli addetti ai lavori che vorrebbero l’esclusione del Rimini e della Triestina già prima dell’inizio del torneo. Inoltre come se non bastasse, il dato significativo delle sponsorizzazioni in entrata è da brividi, paragonabile al ricavo di una squadra militante nel massimo torneo regionale. Qualche maligno ha puntato il dito verso il personale di sua fiducia considerato oneroso e poco efficace tanto da meritare anche uno striscione a parte. Ma in questi casi, in un momento di dolore calcistico sarebbe troppo facile scaricare le colpe a vari singoli. Il Rimini ha fretta di ripartire con chi lo scopriremo a breve.